La superficie dentale normalmente esposta nel cavo ora, corrispondente alla cosiddetta “corona” del dente, è in condizioni normali di aspetto bianco, lucido e liscio ed è formata da smalto. Lo smalto è un tessuto che si forma, a differenza della maggior parte dei testi del nostro corpo, solamente una volta: prima dell’eruzione (ovvero della fuoriuscita) del dente. Essendo quindi un tessuto completamente privo di cellule non è possibile per il nostro organismo rigenerarlo.
Lo smalto non rimane uguale per tutta la vita: la continua esposizione a fattori acidi o basici contenuti nei cibi e all’azione traumatica di spazzolamento, digrignamento e masticazione possono comprometterne l’integrità strutturale. Questi fenomeni, che vengono definiti come erosioni (se di origine chimica) o abrasioni (se di origine meccanica), portano lo smalto a perdere struttura, fino ad assottigliarsi. Conseguenza ultima di questi fenomeni è la totale perdita di smalto, con conseguente esposizione della dentina.
A differenza dello smalto la dentina è un tessuto più morbido e meno resistente, poroso, e quindi in grado di trattenere batteri, che a loro volta avranno gioco più facile nel poter far sviluppare carie. Inoltre la perdita completa dello smalto espone a riduzione delle possibilità di intervento odontoiatriche: dato che gli adesivi utilizzati dal dentista hanno massima performance fintanto che esiste smalto sul dente, la perdita di questo ne riduce l’efficacia, facendo si che gli interventi effettuati siano meno duraturi nel tempo.
Le erosioni sono dovute principalmente all’esposizione dello smalto ad acidi. Questi acidi possono avere differente origine: possono essere di origine alimentare (dal limone al pomodoro, dalle bevande gassate alle arance…) oppure di origine “endogena” (ovvero derivante dal nostro stesso corpo: si pensi ad esempio a pazienti con disturbi come la bulimia che portano il paziente a vomitare più volte al giorno spesso, esponendo i denti ai liquidi acidi normalmente contenuti nello stomaco). La prima manifestazione delle erosioni sono la comparsa di macchie dal colore bianco gessoso sui denti, principalmente a livello del colletto o nelle zone interne del dente (dove o smalto è più sottile). nel tempo queste macchie, se l’esposizione a fattori acidi continua, si ingrandiscono, e iniziano a perdere struttura nella propria porzione centrale, assumendo colore brunastro ed esponendo la sottostante dentina.
Le abrasioni hanno invece origine meccanica. Se derivano da una errata tecnica di spazzolamento si sviluppano principalmente a livello cervicale (ovvero del colletto del dente: la parte più vicina al margine gengivale) e sono accompagnate a recessioni gengivali, ed esposizione della radice del dente. Se derivanti invece da digrignamento dei denti o serramento degli stessi si sviluppano per lo più a livello occlusale (ovvero sulla faccia di contatto tra le due arcate dentarie).
in tutti i casi di abrasione ed erosione è necessario, per evitare conseguenze più gravi, eseguire una precisa ed accurata valutazione odontoiatrica. le molteplici risoluzioni possibili al problema vanno dall’ortodonzia (ovvero dal corretto allineamento dei denti) alla conservativa (ovvero alla ricostruzione delle porzioni di dente perse), dalla chirurgia parodontale rigenerativa alla protesi (per i casi più complessi con riabilitazioni più ampie su più elementi per il recupero della corretta morfologia e dimensione dentaria)